Santo Stefano di Sessanio. Antico così moderno, moderno così antico.

I paesi esistono ed esisteranno sempre. Anche quando nessuno li frequenterà più, quando l’acqua incomincerà ad entrare nelle case del centro storico ormai ammalorate dal tempo, quando il legno della porte si sarà piegato definitivamente all’azione dei tarli. Esisteranno comunque, se non resteranno nemmeno le pietre, resteranno i ricordi.

Nel centro storico. Dicembre 2023

Santo Stefano di Sessanio è un comune di nemmeno 150 abitanti arroccato su un colle, circondato da un piccolo ma caratteristico centro storico, a circa 1250 metri sul livello del mare. Avvinghiato tutt’intorno alla circonferenza dell’altura che lo compone, perfetta sintesi tra ingegno umano e natura. È un borgo che ha vissuto il suo massimo splendore nel XVI/XVII secolo, sotto il dominio mediceo, quando lana era un bene che rendeva molto. La torre è medicea, lo è la piazzetta principale, lo sono le porte. Il loro stemma ovunque, a imperitura memoria.

La Torre medicea. Dicembre 2023

In questo contesto, fatto di pietre e strade strette, di silenzio e di genialità, si nasconde un luogo che più che un albergo, definirei un’esperienza. Sextantio. Ti strappa via dalla realtà, catapultandoti dentro una dimensione parallela, ovattata, allergica a ogni contatto con l’urbanizzazione. Mangiare formaggio e uova frsche a colazione, appoggiati su un tavolo di antica manifattura, avere tra le mani delle tazze prodotte a Castelli dai locali maestri della ceramica. Uscire dal ristorante e soffiare nel freddo con l’aria che diventa una nuvola uscendo dalla tua bocca, come se si stesse fumando un ottimo sigaro toscano, non sentire nulla, niente. Solo una sorta di acufene nelle orecchie, un leggerissimo fischio generato dall’assenza di ogni altro suono quando si ammira il panorama sui monti aquilani.

Panorama. Dicembre 2023

La sera, sedersi su un vecchio tavolo di legno di fronte a un antico camino e bere un Montepulciano d’Abruzzo, giocando a Trivial Pursuit con Giulia. Il tempo che danza invece di scorrere, scandito dal crepitio del fuoco. Quanto vale tutto questo? Quanto rende l’assenza di sé e la contemporanea riscoperta di sé? Avulsi dalla grande bolla, lontano dai dolori. Respirare un’aria antica così moderna.

Reception Sextantio. Dicembre 2023
Stanza. Dicembre 2023

Con Giulia compriamo del miele in un minuscolo locale di 7 mq scarsi (forse) dove un signore ci fa assaggiare delle primizie. Prendiamo un miele alla liquirizia, uno al whiskey e uno balsamico. Ci fermiamo anche a parlare, anzi ad ascoltare. Poi usciamo e giriamo, giocando a cogliere gli scorci, numerosi, e i dettagli delle case abbandonate e ammalorate, squarciate dal tempo e dall’incuria, che mantengono però ancora una dignità architettonica, in parte. Santo Stefano è questo, un luogo del silenzio, alto. Un luogo orgoglioso, in cui la vita è ripartita col turismo, che ha ripreso gradualmente a crescere e che va protetto. Perché esisteranno sempre, anche se saranno dimenticati. Ma non saranno dimenticati. La semplicità è un lusso.

Quasi Natale. Dicembre 2023

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