Parco dei Mostri di Bomarzo

“VOI CHE PEL MONDO GITE ERRANDO, VAGHI/ DI VEDER MERAVIGLIE ALTE E STUPENDE, /VENITE QUA DOVE SON FACCE ORRENDE/ ELEFANTI, LEONI, ORSI,ORCHI E DRAGHI” -(incisione su una delle sculture del Parco)

Il Parco dei Mostri di Bomarzo, o Sacro Bosco, è un complesso monumentale situato nel comune di Bomarzo, in provincia di Viterbo. Nello specifico si tratta di un parco naturale, di circa 3 ettari, decorato da numerose sculture e statue in basalto, oltre 30,  raffiguranti animali e personaggi mitologici, mostri ed antiche divinità.

Il Parco fu ideato e progettato dall’architetto Pirro Ligorio (1513-1583), allievo di Michelangelo, su commissione del Principe Pier Francesco Orsini (1523-1585), noto anche come  Vicino Orsini. La costruzione del Parco cominciò nel 1552 ma subì un forte rallentamento nel 1560, anno della morte di Giulia Farnese, sua consorte, per poi riprendere e protrarsi fino alla morte del Principe nel 1585. Alla stessa è dedicato il tempio dorico a pianta ottagonale situato all’interno del Parco, inizialmente attribuito a Jacopo Barozzi, detto il Vignola. La realizzazione delle sculture e delle statue è opera di Simone Moschino (1553-1610), artista manierista che aveva già lavorato per gli Orsini nel Palazzo omonimo sito nel centro storico di Bomarzo.

L’idea alla base del Parco è spiegata e raccontata nelle numerose scritte che adornano alcune sculture e che rimandano a una volontà del Principe di “stupire” e “meravigliare” i suoi visitatori oltre che di creare un luogo unico nel suo genere nel quale fondere varie tradizioni e culture, dall’esoterismo al paganesimo, dall’esotismo alla linearità della forma che rendono il Parco una sorta di dimora spirituale e filosofica.  Emblematiche le due incisioni che decorano le due sfingi all’ingresso del Parco:

“CHI CON CIGLIA INARCATE/ ET LABBRA STRETTE/ NON VA PER QUESTO LOCO/MANCO AMMIRA/LE FAMOSE DEL MONDO/ MOLI SETTE”

“TU CH’ENTRI QUA PON MENTE/ PARTE A PARTE/ ET DIMMI POI SE TANTE MARAVIGLIE/
SIEN FATTE PER INGANNO/ O PUR PER ARTE”

La visita al Parco comincia proprio dalle suddette Sfingi e si snoda attraverso un percorso sviluppato nella seconda metà del XX secolo, periodo in cui il Parco, caduto in un oblio di oltre 350 anni dopo la morte di Vicino Orsini, fu acquistato nel 1954 e attentamente restaurato dalla Famiglia Bettini. La durata dell’intero percorso è di circa due ore.

Le sculture e opere più famose ed emblematiche sono:

  • L’ORCO

L’Orco è una delle statue più famose del Parco e forse la più significativa data anche la posizione della bocca come se fosse pronta a “mangiare” i visitatori. All’interno della cavità tufacea vi è un grosso tavolo di marmo al centro circondato da alcune panche. Molto significativa è anche l’incisione “OGNI PENSIERO VOLA” che contorna la parte superiore della bocca dell’Orco.

  • ERCOLE E CACO

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È la statua più grande presente nel Parco e raffigura la lotta di due giganti, identificati successivamente come Ercole e Caco. L’episodio, appartenente alla decima delle fatiche di Ercole, racconta l’uccisione del mostro Caco da parte dell’eroe, colpevole di aver rubato una parte dei buoi che lo stesso era riuscito a sottrarre precedentemente al mostro Gerione. Il personaggio di Caco, narrato da Virgilio nell’Eneide, Orazio nelle Satire e da Dante nella Divina Commedia, è una delle figure mitologiche più rilevanti della mitologia romana così come lo era Ercole, venerato dagli antichi romani al pari di una divinità.

  • LA CASA PENDENTE

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La casa pendente è una delle attrazioni più note del Parco. L’edificio è stato costruito sopra su un masso inclinato e quindi volutamente pendente; inoltre, la pendenza irregolare degli interni e il pavimento non perpendicolare ai muri amplificano oltremodo il senso di smarrimento che si prova entrando nella casa. La casa è probabilmente una delle prime costruzioni del Parco come riporta una data incisa al suo interno, 1552, anno in cui cominciarono i lavori per la realizzazione del Parco. Per questo si ipotizza che anticamente la casa coincidesse con l’ingresso al Parco.

  • NETTUNO

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  • IL DRAGO

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La statua rappresenta una viverna, un leggendario rettile alato simile ad un drago, che lotta contro tre belve: un cane, un leone e un lupo.

  •  IL TEATRO

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  • LA PANCA ETRUSCA

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La scultura dove è incisa la frase che fa da incipit a questo articolo.

  • LA NINFA DORMIENTE

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  • L’ELEFANTE

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Statua raffigurante un elefante “fortificato” guidato da un soldato mentre trasporta con la proboscide il corpo esanime di un legionario. Il riferimento è ad Annibale e al suo esercito di elefanti durante le guerre puniche.

  • PIAZZALE DELLE PIGNE, PROSERPINA E CERBERO

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Il piazzale delle pigne, così denominato per le sculture a forma di pigna che contornano lo spiazzo, con al centro la statua di Proserpina, regina dell’Ade, e sulle scale in fondo Cerbero, il cane a tre teste guardiano degli Inferi.

  • LA TARTARUGA

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Statua raffigurante una tartaruga sulla cui sommità è posta una statua della dea greca Nike rappresentata mentre suona due trombe, differentemente dall’iconografia tradizionale in cui ne suona solamente una.

  • ECHIDNA, LA FURIA ALATA E I DUE LEONI

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Il Parco è decisamente un luogo da visitare e da scoprire, non solo per la sua bellezza storica ma soprattutto per comprendere la meravigliosa follia alla base di un’idea che ancora risulta essere quasi incomprensibile. Ed è questa natura sorprendente e misteriosa che ha reso il Parco meta di numerosi artisti tra i quali Salvador Dalì, della cui visita nel 1948 è presente un video su Youtube, e Michelangelo Antonioni, che realizzò un mini-documentario nel 1950. Va ricordato come fino alla metà degli anni ’50 il Parco era in uno stato di totale abbandono ed era meta di pastori e dei loro pascoli e nulla più, e alcune fotografie testimoniano questo fatto.

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ITALY. Bomarzo. Park of the Palazzo Orsini. 1952. A-IT-BOM-001

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Qui uno schema riassuntivo:

  • Località: Parco dei Mostri, Bomarzo (VT)
  • Indirizzo: Loc. Giardino – 01020 Bomarzo – Viterbo
  • Orari: dal 1/04 al 31/10 8.30-19.00 // dal 1/11 al 31/03 dalle 8.30 al tramonto
  • Come arrivare: in macchina – Autostrada A1 uscita Attigliano e seguire poi le chiare indicazioni per Bomarzo // in treno – Stazioni di Orte Scalo o di Viterbo e prendere da lì direttamente il bus per Bomarzo. (qui gli orari). Da Roma sono circa 70 minuti di macchina.
  • Costo biglietto: 10 Euro
  • Servizi: Bar e punto shopping
  • Vietato l’ingresso agli animali (se uno vuole portare il cane deve lasciarlo all’ingresso in un’apposita area)
  • Sono presenti rampe e facilitazioni per le persone disabili all’ingresso del Parco ma all’interno non sono presenti poichè non dipende dall’amministrazione del Museo la loro installazione lungo il percorso ma direttamente dal Ministero dei Beni Culturali.

COSA FARE INTORNO A BOMARZO

Nel caso in cui si decida di visitare il Parco la mattina e poi rimanere in giro nei dintorni della città per un pranzo o una visita, vi sono alcuni posti di cui consiglio vivamente la visita e che verranno anche trattati successivamente in maniera specifica su questo blog.
Nello specifico:

Questo è stato il primo articolo, l’inizio di un’avventura frutto solo della passione e della curiosità.

Buon Viaggio.

3 risposte a "Parco dei Mostri di Bomarzo"

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