Campo Imperatore, il piccolo Tibet

« Questa piana tra altissimi monti fa un bellissimo vedere. Quando i pastori vi sono con gli animali a pascolare, par esser uno esercito grossissimo a vedere tante capanne e tante tende, massime la sera quando tutte hanno acceso i fuochi. »

(Francesco de Marchi, “Il Corno Monte”, 1573)

Mentre decido di iniziare a scrivere questo articolo, ho aperta sul pc la pagina web dell’Osservatorio Astronomico di Campo Imperatore, fornita di una meravigliosa webcam e di una stazione meteo in tempo reale che mi permettono di allentare quel sentimento che in letteratura tedesca viene identificato come “heimweh”, ossia quella sensazione di nostalgia che ci attanaglia quando pensiamo a un luogo (non solo, ma in questo caso sì) a cui siamo legati indissolubilmente e che vorremo poter raggiungere, ma non possiamo. Se aggiungiamo il fatto che da Novembre a Maggio la piana non è transitabile da alcun veicolo privato e che questa evenienza rende i due estremi dell’altipiano isolati fra loro, questo sentimento si amplifica e si consolida.

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Osservatorio Astronomico (2150 m.), 12/1/2017, -3 gradi, neve.

Quest’articolo, quindi, parlerà della piana, della sua bellezza, della sua poesia e delle decine di paesaggi, microclimi e colori che costellano l’altipiano. Le numerose opportunità che offre questo luogo (sia d’estate che d’inverno) saranno qui solo accennate e meticolosamente approfondite nei successivi articoli. Questo, infatti, è solo un antipasto.

In primo luogo, una breve spolverata di dati e informazioni geografiche sulla piana a livello puramente informativo.

Campo Imperatore è un altopiano di origine glaciale e alluvionale situato all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso che si estende lungo il versante aquilano del Gran Sasso d’Italia per quasi 20 km. L’altezza delle varie aree dell’altipiano oscilla fra i 1500 metri di Fonte Vetica (la parte “sud” dell’Altipiano) e i 2150 dell’Osservatorio Astronomico. L’altopiano è circondato da alcune delle vette principali dell’Appennino quali il Corno Grande (2912 m), Monte Aquila (2495 m), Monte Brancastello (2385 m), Monte Prena (2560 m) e Monte Camicia ( 2564 m) situate tutte lungo la dorsale nord della piana.

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Da Fonte Vetica: Corno Grande e massiccio di Monte Prena, settembre 2013

Il clima dell’Altipiano è di tipo alpino contraddistinto da inverni rigidi e molto nevosi (mediamente annuale fra i 2 metri e i 2 metri e 50) ed estate fresche e piovose. La temperatura media d’inverno è di -3 gradi, quella estiva di 10, mentre il record negativo di temperatura è di -41 C°, raggiunto nel gennaio del 1985. Temperature alpine, nevosità tra le più alte d’Italia, paesaggi che ricordano il Tibet da cui il suo soprannome di “Piccolo Tibet” datogli dall’alpinista Fosco Maraini per la somiglianza dell’altipiano con la valle di Phari Dzong, nel Tibet cinese. È quindi il clima che regola categoricamente le stagioni e conseguentemente permette o meno di svolgere le numerose attività che si possono effettuare tutto l’anno.

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Può capitare anche questo. Febbraio 2016

Il modo più semplice per giungere alla piana è la statale SS17 che da Assergi (uscita a24) si inerpica fra le montagne che proteggono l’altipiano, passando prima fra bellissimi faggete e querceti e poi fra paesaggi e distese che ricordano le vallate islandesi, per il verde accesso che colora i dorsali e le cime delle montagne dovuto alla quasi totale assenza di vegetazione e per la sinuosa eleganza dei crinali e delle numerose doline presenti quasi fossero state minuziosamente modellate dall’uomo e non dal vento.

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La piana sotto un temporale estivo pomeridiano. Giugno 2014

La bellezza dell’altipiano è nel suo isolamento, nella sua solitudine, è nella sua posizione arroccata fra le vette più alte dell’Appennino come fosse un’arcadia nella quale ripararsi dalla modernità e dalla frenesia dei tempi moderni. È un luogo in cui l’uomo è ospite, come lo sono anche le numerose mandrie e greggi che popolano l’altipiano nel periodo estivo per il pascolo e il refrigerio estivo e che girano liberamente fra i vasti prati e i numerosi laghetti che si formano d’estate. L’altipiano, infatti, è stato in passato luogo simbolo per la pastorizia e la transumanza.

LA PARTE NORD

Campo Imperatore, come ho anche accennato all’inizio, ha un’altitudine che varia fra i suoi estremi geografici e questa caratteristica ne connota il paesaggio, il clima e le attività. Nella parte nord è concentrato l’unico avamposto realmente antropizzato di tutto l’altipiano, composto dall’Osservatorio, dal Giardino Botanico alpino, dalla chiesetta della Madonna della Neve, dall’Albergo di Campo Imperatore e dalla stazione di arrivo della Funivia che parte dalla località di Fonte Cerreto, a oltre 1000 m di dislivello altimetrico. Questa parte è raggiungibile sia d’inverno che d’estate, nel primo caso esclusivamente in funivia nel secondo caso anche con la macchina, ed è da questa località che si snodano i numerosi sentieri percorribili liberamente da Giugno a Ottobre che raggiungono le varie vette del massiccio del Gran Sasso d’Italia, tra i quali il più famoso è la Via Normale che conclude il suo percorso sulla vetta del Corno Grande.

Le vette che possono essere raggiunte partendo dal piazzale dell’Osservatorio sono numerose e nello specifico sono:

  • Corno Grande, 2912 m
  • Pizzo Cefalone, 2533 m
  • Monte Portella, 2388 m (sulla cui sommità si trova il Rifugio Duca degli Abruzzi)
  • Monte Corvo, 2623 m
  • Pizzo d’Intermesoli, 2635 m
  • Monte Aquila, 2495 m
  • Monte Ienca, 2203 m
  • Monte San Franco, 2132 m
  • Monte Prena (2560 m), Monte Camicia (2564 m) e Monte Brancastello (2385 m) (da Campo Imperatore si giunge a piedi seguendo il sentiero per Monte Aquila fino a Vado di Corno e da lì si prende il sentiero del Centenario, lungo 18 km che si snoda lungo le cime delle tre montagne sopracitate)
  • Corno Piccolo, (2655 m) (più facile da raggiungere dal versante teramano, ossia da Prati di Tivo)
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L’Osservatorio, il Giardino Botanico, il Rifugio Duca degli Abruzzi (in alto a sx) sulla cima del Monte Portella e sulla destra il Corno Grande. Giugno 2014

Oltre all’escursionismo e al trekking, numerose attività si possono svolgere lungo tutto l’altipiano e svariano dal downhill (lungo i pendii che discendono a valle) al ciclismo, dall’arrampicata libera all’alpinismo fino all’equitazione (attraverso la lunga Ippovia del Gran Sasso). In aggiunta a queste attività, in estate è possibile visitare il Giardino Botanico alpino (aperto dal 15/6 al 15/9) oltre all’Osservatorio (aperto tutto l’anno, visitabile su prenotazione sia che sia una visita diurna che notturna). Una visita, infine, la merita lo storico Albergo, progettato da Vittorio Bonadè Bottino nel 1934, nel quale nel 1943 fu rinchiuso Benito Mussolini poi liberato dai tedeschi dopo 20 giorni nel corso dell’Operazione Quercia. La stanza della prigionia, ornata e arredata come 70 anni fa, è visitabile ed è possibile anche pernottare al suo interno. Se non si vuole comunque pernottare, nell’albergo è presente un ristorante, aperto tutto l’anno come l’intera struttura.

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L’Albergo di Campo Imperatore

Per quanto concerne l’inverno, le attività si limitano alle classiche attività di montagna quali: sci, snowboard, sci nordico (nella zona di Fonte Vetica) e ovviamente alpinismo. La stazione sciistica si compone di 3 impianti per un totale di 15 km di piste battute e la possibilità di effettuare numerosi fuoripista e attività di freeride lungo i pendii che degradano verso valle. Per lo sci nordico, invece, 40 km di piste data la lunghezza e l’ottimo innevamento invernale dell’altipiano anche se la base di partenza è situata all’opposto rispetto alla stazione sciistica di riferimento.

LA PARTE SUD

La parte sud dell’altipiano, chiamata Fonte Vetica, si connota per un’altimetria e una climatologia differente, dovuta sia alla diversa esposizione rispetto alla parte nord sia alla conformazione morfologica del territorio. Questa infatti è l’unica area dell’intero altipiano sottoposta a un’intensa attività di riforestazione (soprattutto pini e faggi).

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Scendendo verso Fonte Vetica. Dicembre 2016

Piccola chiosa: nella zona di Fonte Vetica, consiglio di visitare il bellissimo Canyon della Valianara (per la mappa basta cliccare sopra), la cui partenza è a ridosso della statale ss17 che attraversa la piana e che si conclude nei pressi della zona dei rinomati ristori locali. È transitabile sia d’inverno (ciaspole) che d’estate ed ha fatto da sfondo per alcuni film e spot girati nella piana, tra i quali Lo Chiamavano Trinità con Bud Spencer e Terence Hill, il Deserto dei Tartari (tratto dal libro di Buzzati) con Vittorio Gassman e Così è la Vita di Aldo, Giovanni e Giacomo. L’escursione dura circa un’ora e mezza per un totale di circa 4 km, il paesaggio è completamente avulso dal resto dell’altipiano venendo catapultati in un’altra dimensione geografica e morfologica dato che il canyon si sviluppa lungo il letto di un fiume che scorreva all’interno della piana. Le foto sottostanti fanno tutte riferimento a Maggio 2016, scattate durante un’escursione effettuata assieme alla mia ragazza.

Nella memoria locale Fonte Vetica viene ricordata per la tragedia avvenuta nell’ottobre del 1919 quando una tempesta di neve improvvisa, uccise un pastore, Pupo Nunzio di Roio, due suoi figli piccoli e le oltre 5mila pecore del suo gregge mentre il dolore per la perdita uccisa la moglie pochi giorni dopo. A memoria dell’evento è stato realizzato un monumento commemorativa dell’evento .

Nei pressi di Fonte Vetica, inoltre, sono presenti due punti di ristoro fissi presso i quali è possibile acquistare salumi, insaccati, formaggi e carne fresca da cucinare all’esterno in apposite aree attrezzate con tavoli, panche e barbecue. Il posto è meta di numerosissimi escursionisti ma non solo, sono infatti numerosi i motociclisti che settimanalmente scelgono l’altipiano per il weekend dato che l’intera area offre sia possibilità di ristoro (Rifugio Racollo, il ristoro Giuliani, il ristoro Mucciante, il rifugio San Francesco, il rifugio Fonte Vetica, il ristorante dell’albergo) e di pernottamento (Rifugio Duca degli Abruzzi, Albergo e Rifugio Racollo, Rifugio Fonte Vetica).

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Panorama dal Ristoro Giuliani, Fonte Vetica. Dicembre 2016

In conclusione, Campo Imperatore è un posto meravigliosamente unico, un universo racchiuso tra alte vette, lontano da comodità, agi e distante dal caos della città. Un’oasi che racchiude un dedalo di opportunità attraverso le quali astrarsi per una giornata o anche solo un momento dai problemi e dalle ansie che della vita di tutti i giorni. È un posto che va protetto, conosciuto, studiato e valorizzato nei limiti e nelle possibilità, all’interno di uno dei parchi più belli di tutta Europa, quello del Gran Sasso e Monti della Laga.

Schema riassuntivo:

  • Località: Campo Imperatore (AQ)
  • Come arrivare: in macchina – Autostrada A24 uscita Assergi e seguire poi le chiare indicazioni per Campo Imperatore sulla ss17 bis // Autostrada uscita A24 uscita Aquila Est, prendere le indicazioni verso Popoli e Pescara lungo la ss17, nei pressi di Barisciano seguire le indicazioni per Santo Stefano di Sessanio prima e Castel del Monte poi, in seguito seguire le indicazioni per Fonte Vetica. Da Roma sono circa 90/100 minuti di macchina.
  • Prezzo casello solo andata: Roma-Assergi (13 euro) // Roma-l’Aquila Est (circa 12 euro)
  • Periodo consigliato: Giugno-Ottobre

Cosa vedere nei dintorni:

  • Il castello di Rocca Calascio (XI secolo) e l’abitato di Calascio Vecchia, di cui ho scritto qui. (20 min)
  • Il borgo di Santo Stefano di Sessanio (uno dei borghi più belli d’Italia) (30 min)
  • Il borgo di Castel del Monte (anch’esso uno dei borghi più belli d’Italia) (15 min)
  • Navelli e la sua piana, famosa per lo zafferano dell’Aquila. (45 min)
  • il borgo di Castelli (TE), raggiungibile dalla piana in estate passando per Vado di Sole, rinomato per le ceramiche e per il panorama che si ha dal paese sulla parete nord del Monte Camicia e sul resto del massiccio del Gran Sasso d’Italia. (1 h)
  • La parte esposta a sud della piana, partendo dal paese di Barisciano fino alla statale ss17 bis, la quale offre numerosi sentieri adatti a tutti data la quasi totale assenza di dislivello altimetrico poichè composta di piccole vallate e doline glaciali. D’inverno è una delle zone più adatte alla camminata con le ciaspole.
  • (La foto in evidenza in cima all’articolo raffigura il Laghetto Pietranzoni, situato al centro dell’altipiano, con il Corno Grande sullo sfondo. La foto è di Giugno 2014)
  • Cliccando su ogni parola in evidenza vi è un link che rimanda ad un sito o ad un’immagine connessa.Buon viaggio

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